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Insegnamento musicale ed e-Learning

Gli alunni, quando usano programmi digitali per suonare, si imbattono nella difficoltà di andare perfettamente a tempo, imprecisione che si riesce a oltrepassare in un’esecuzione dal vivo, ma che non perdona nella sincronizzazione audio di un montaggio. In questo intravedo una grande opportunità per migliorare il proprio modo di suonare.

Silvia Bertolino
Homepage di MaMu – Magazzino Musica.

Le lamentazioni, in questa fase difficile che tutto il mondo sta vivendo, seppur lecite, sono quanto di meno utile si possa ascoltare o leggere.

Tuttavia, anche in quanto musicista, so bene quanto la musica stia soffrendo, specie in ambito performativo. Mi sono chiesto più volte come procede l’insegnamento della musica a distanza. Nulla di meglio che chiederlo a chi se ne occupa da tanti anni.

Ho quindi incontrato (virtualmente) per una chiacchierata Silvia Bertolino ed Alberto Odone. La prima insegna violino alla scuola media a indirizzo musicale dell’Istituto Thouar Gonzaga ed è referente per la scuola e la formazione presso l’associazione MaMu Cultura, realtà milanese con la quale questo breve articolo è stato realizzato. Il secondo, che avevo già coinvolto per un articolo sulla Rivista Bricks, si occupa di didattica musicale e dell’ascolto ed è docente di teoria musicale ed Ear Training presso il Conservatorio di Milano, nonché direttore di coro.

Ecco qui il risultato del nostro interessante dialogo, dal quale come sempre ho imparato moltissimo. Si tratta anche del primo post di questo sito che cerca di essere complementare al libro che vi ha dato il via.

Come è stato per voi il passaggio dalla presenza all’online, il primo impatto?

Alberto: Il primo impatto è stato molto motivante, data la situazione di emergenza. In seguito, e a maggior ragione adesso, l’esigenza di formazione è emersa con forza, insieme alla necessità di riformulare la proposta didattica per renderla più consona alla nuova modalità di fruizione.

Silvia: Per me è stato abbastanza immediato, seppur fortemente limitante per la parte di musica d’insieme, sia durante la lezione individuale che di orchestra/musica da camera, a cui si è praticamente rinunciato. Premetto che la scuola media a indirizzo musicale in cui insegno è una scuola che prevede per progetto l’uso del tablet come strumento della didattica, dunque il passaggio alla didattica a distanza credo sia stato agevolato anche dall’uso di questo strumento nella quotidianità.

Concentriamoci ora sulla pars construens: quali potenzialità nascoste avete invece intravisto, adottato, colto o vorreste cogliere?

Silvia: L’aspetto più interessante che ho riscontrato, e che credo rimanga utile anche con una didattica in presenza, è registrare le proprie esecuzioni con supporto di metronomo, con la conseguente possibilità di esaminare dall’esterno la propria esecuzione e valutarla. Questo aspetto è stato ampiamente utilizzato in questi mesi anche con l’obiettivo di montare piccole esecuzioni d’insieme. Il forte limite in questi casi erano le fonti di registrazione, per lo più telefoni, in cui le tracce registrate erano quasi sempre di scarsa qualità. In ogni caso, credo che far mettere l’alunno alla prova registrandosi, per di più in un grado di istruzione come la scuola media, possa contribuire alle sue capacità di autovalutazione.
Per la didattica dell’ascolto abbiamo per esempio usato dei video in cui l’alunno proietta il suo spartito e omette delle battute che vanno completate con quelle indicate a piè pagina. L’esecutore deve garantire un’esecuzione quanto più precisa così da consentire il completamento da parte dei compagni (vedi immagine sotto).

Alberto: Una buona occasione sta appunto nella opportunità/necessità di ripensare, selezionare, sistematizzare la proposta formativa. Rispetto alla situazione in presenza molte attività comportano più spesso un coinvolgimento in prima persona dello studente e la possibilità di tornare asincronicamente sui contenuti e sulle attività potendole assimilare meglio. In generale credo che la modalità a distanza, almeno per la fascia di età con la quale ho a che fare, favorisca la concentrazione e la tematizzazione dei contenuti.

Un esercizio di didattica dell’ascolto registrato da un’alunna di chitarra.

Torno nelle veste musicale: io frequento da circa 30 anni i lidi della musica elettronica, che è naturalmente connessa col digitale. So che invece la classica spesso si aggancia a un contesto più conservativo. Certe esperienze di contemporanea hanno avvicinato i due ambiti o mischiato le carte (penso a Boulez e Stockhausen, infatti molto controversi, o agli Zeitkratzer), ma ho dei dubbi su quanto sintetizzatori o computer abbiano penetrato le scuole di musica ed i conservatori. La produzione musicale ormai però viaggia prevalentemente sul digitale (registrazioni, mixaggi…): pensate ci sia modo di mutuare esperienze da quel campo? Non potrebbe essere interessante in termini di diffusione delle competenze digitali, una sorta di ‘porta sul retro’, un trucco per far entrare musicisti e insegnanti di musica con le moderne tecnologie?

Silvia: Certamente è auspicabile, occorre tuttavia formazione a riguardo con esperti specializzati. Spesso l’insegnante di musica o di strumento musicale della scuola dell’obbligo non ha possibilità di attingere a certe modalità, banalmente perchè non si intercettano per la scuola corsi pensati per quella fascia di insegnamento.

Alberto: Mutuare esperienze dal quel campo sarebbe fortemente opportuno. I settori che potrebbero risultare stimolanti in questa prospettiva risultano però da sempre “accessori esterni” nella struttura conservatoriale: mi riferisco a Musica Elettronica ma anche a Didattica della Musica, Pop-Rock ecc. Il cuore del conservatorio resta l’esecuzione classica in presenza con prospettiva concertistica “live” e rare restano le occasioni di interazione e scambio di competenze e metodi tra i settori.

Un’alunna ha realizzato il tutorial sull’utilizzo di PicPlayPost per i compagni.

Sempre in connessione alla domanda sopra: conoscete esperienze di realizzazione asincrona di brani musicali tramite software di condivisione audio, come Soundtrap?

Silvia: L’esperienza che ho si limita al montaggio di tracce audio precedentemente registrate singolarmente, utilizzando software come Filmora o Magix. Ora sto cercando un software o piattaforma per l’esecuzione sincrona di 3 o 4 musicisti, ma il grande ostacolo è che sono necessari per la realizzazione il possesso di un PC, di un microfono e di una connessione a banda larga da parte di tutti gli utenti. In un contesto scolastico, queste variabili convergono raramente.
In alcune lezioni di violino abbiamo notato che, per quanto i ragazzi si impegnino, non c’è sincronia tra video e audio. Dopo pochi secondi dall’inizio le due parti video non procedono insieme e l’audio è evidentemente non in asse. Complice sia livello musicale che ritardi dell’app.

I miei alunni si sono cimentati nel montare due tracce in modalità asincrona con un app che si chiama PicPlayPost: il risultato è stato accettabile. Tuttavia si imbattono nella difficoltà di andare perfettamente a tempo, imprecisione che si riesce a oltrepassare in un’esecuzione dal vivo, ma che non perdona nella sincronizzazione audio di un montaggio. In questo intravedo una grande opportunità per migliorare il proprio modo di suonare.

Alberto: Personalmente, in collaborazione con studenti e coristi, ho realizzato alcune registrazioni audio/video di brani a più voci utilizzando VSDC Free Video Editor. Molti altri docenti e direttori di coro hanno fatto lo stesso: nel periodo della chiusura è diventata quasi una moda…

VSDC è gratuito e consente di importare e adattare i diversi video preparati da coristi o studenti e assemblarli suddividendo l’area video a disposizione in tanti settori, uno per “collaboratore”. Quindi è possibile assemblare un brano polifonico che i singoli cantori hanno registrato ascoltando una base. Ogni voce può avere più contributi. La base è ovviamente indispensabile per uniformare il tempo e la tonalità, anche se può non apparire nel prodotto finale (nel caso di brani “a cappella”). Della grande produzione di simili assemblaggi si può avere traccia su YouTube.

Per ogni breve articolo chiudiamo con una sorta di mini-rassegna degli strumenti digitali citati, che vi invitiamo ad andare ad esplorare in autonomia.

Soundtrap

https://www.soundtrap.com/

Applicativo web utile per la creazione condivisa di brani, tendenzialmente in modalità asincrona. In sostanza è un sequencer nel quale più persone possono contribuire a registrare, inserire e poi mixare diverse tracce di un brano.

Anche nella versione free consente di fare parecchie cose.
Esiste un “Soundtrap for Education”, integrabile con vari LMS, che, a detta del sito, “consente a studenti e insegnanti di esplorare la registrazione del suono creativa in tutte le materie, per tutte le età e livelli di abilità.”

Filmora

www.filmoravideo.it

Viene venduto come un software per “trasformare i tuoi video in opere d’arte con una semplice interfaccia drag & drop e potenti strumenti di editing”

Costi: 60 €. La versione gratis consente comunque un buon utilizzo di base.

PicPlayPost

https://www.mixcord.co/pages/picplaypost

App disponibile per Android e OS, adatta a creare video collage, o presentazioni animate a partire da immagini.

Costi: se capisco bene, dopo i primi 3 giorni di prova gratuiti, si comincia a pagare tramite in proprio account Google Play o App Store.

Magix Music Maker

https://www.magix.com/it/musica/music-maker/?_oB=music-maker

Sequencer molto semplice per creare brani, disponibile anche gratuito nella versione base. Ottimo per assemblare loop e suoni anche senza avere conoscenze musicali pregresse.

Costi: la versione base è gratis. La Plus costa 59 €, Premium 129 €, Performer 199 €.

VSDC Free Video Editor

http://www.videosoftdev.com/it/free-video-editor

Programma di video editing gratuito e sostenuto da una comunità. Consente l’elaborazione e creazione di file video di diversa complessità. Incorpora un buon numero di effetti video e audio. L’interfaccia semplice e intuitiva sembra di facile accessibilità anche per i non esperti. Non sarà Adobe Premiere, ma sicuramente è da sperimentare.

Costi: il sito riporta “è possibile scaricare VSDC Free Video Editor e usarlo senza nessun limite (senza periodo di prova, watermark o pubblicità). Tuttavia, si ha l’opportunità di aiutare il progetto mediante la sottoscrizione al supporto tecnico.”
Pare sia possibile ottenere una licenza gratis per la scuola, contattando i fornitori.